Archivio blog

Visualizzazione post con etichetta speleologia in Laos. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta speleologia in Laos. Mostra tutti i post

domenica 23 marzo 2014

28 febbraio 16 marzo - Khammouane 2014


Questa spedizione in Laos centrale, provincia del Khammouane, fa parte di una serie di progetti esplorativi realizzati da speleo francesi e italiani a partire dalla fine degli anni '90.
In particolare io ho partecipato alle spedizioni del 2003, 2010, 2014.
L'obbiettivo primario di questa spedizione doveva essere la zona a monte del Fiume Xe Ban Fai, nel distretto di Boulapha. Il fiume, uno dei principali del Laos, è famoso per una grande traversata esplorata già ai primi del '900 dal francese Macey; scorre per buona parte del suo corso in aree carsiche. La parte più a monte, nella Catena Annamitica che separa il Laos dal Vietnam, non è ancora stato oggetto di esplorazioni speleologiche.

La Xe Ban Fai a valle del villaggio di Ban Chalou

 

 

La spedizione si è svolta come di consueto nel periodo secco invernale, caratterizzato da precipitazioni quasi assenti e da temperature relativamente più basse (comunque pesanti per le nostre abitudini).
Hanno partecipato: Gilles Connes, Marc Faverjon, Marco Lunardi, Valentina Malcapi, Michele Pazzini, Mimmo Scipioni, Marco Taverniti, Michele Varin, Marco Zambelli.
Rispetto agli anni passati ci siamo scontrati pesantemente con l'ostilità di un funzionario dell'Ente Turistico Provinciale del Khammouane, ente con il quale abbiamo sempre collaborato negli anni passati; i permessi per svolgere attività speleologica sistematica ci sono stati negati, e quindi abbiamo dovuto modificare il nostro progetto.

Aree visitate (posizioni approssimate).

1: Valle chiusa presso Ban Bong, Himboun;
2: Ban Nakham e dintorni;
3: gole della Xe Ban Fai a valle di Ban Chalou
4: Ban Loboy ;
5: Tham Lod;
6: Ban Naxok. (Base cartografica: Tactical Pilotage Chart TPC J11d - US Defense Mapping Agency da University of Texas Perry Castaneda Library Map Collection, modificato)


Nelle prime due giornate abbiamo fatto base a Thakhek e spostandoci in moto abbiamo rivisto zone già sommariamente indagate in passato.
In particolare nella zona del villaggio di Ban Nakham abbiamo topografato e proseguito l’esplorazione di una grande traversata che era stata in parte esplorata da Preziosi e Scipioni nel 1997 (nome proposto Tham Nakham).
Si tratta di una grande galleria, con forme molto belle, che attraversa una cresta rocciosa e presenta poi varie uscite, delle quali una è caratterizzata da un grande lago. Sono presenti ancora alcune possibili prosecuzioni, da verificare; un lieve incidente ad uno di noi e il poco tempo a disposizione non ci hanno permesso di approfondire.

 Michele Pazzini naviga sull'amonte di Tham Nakham

 

L'ingresso a valle di Tham Nakham

Cicci no i xe per barca...


Sempre in zona è stata rivisto un breve traforo che ha permesso di accedere ad una valle chiusa dove è stata esplorata una nuova grotta.
 
Nei pressi del villaggio di Ban Bong, distretto di Hinboun, a circa 50 km da Thakehek, abbiamo svolto prospezioni che hanno permesso di individuare tra l’altro un bel traforo di circa 200 metri di sviluppo che immette in una valle cieca, nella quale si aprono almeno due cavità da rivedere, una delle quali percorsa da una forte corrente corrente d’aria.
Alla fine della giornata siamo stati bloccati e interrogati dalle guardie che ci hanno contestato, se abbiamo ben compreso, di non avere avvisato della nostra visita.




 Tham Bong

Dopo due giorni di attività semiclandestina nei dintorni di Thakek, in cinque componenti del gruppo abbiamo iniziato un viaggio in moto verso le zone a monte della Xe Ban Fai, permettendoci comunque  di mettere insieme alla fine della spedizione circa 5 km di grotta tra topografato ed esplorato.
Non potendo fermarci a lungo nei villaggi abbiamo visitato in modo abbastanza superficiale alcune zone, andando in grotta con discrezione.

 XeBan Fai, traghetto. Servizio regolare.

Marco-Gino sulla pista: "it's no place for brass monkeys"

Le zone visitate sono piuttosto remote, circa due giorni di viaggio dal capoluogo Thakek spesi in buona parte su piste che difficilmente sono percorribili in stagione piovosa.

 Presso Ban Loboy

La zona più distante visitata è stata quella di Ban Loboy, in prossimità del confine con il Vietnam. Si presenta come un'area carsica caratterizzata da enormi depressioni chiuse, grandi coni, fiumi.
In zona è presente sicuramente almeno un importante traforo che non abbiamo avuto il tempo di raggiungere.
Indubbiamente merita uno studio più completo, che dovrà essere affrontato con una logistica impegnativa, una presenza prolungata in zona, e un solido rapporto con gli abitanti dei villaggi. Gli spostamenti nel carso non saranno semplici, vista la densa vegetazione.
Come per altre aree questa zona è stata duramente colpita da bombardamenti durante la guerra d'Indocina e quindi occorrerà porre massima attenzione agli ordigni inesplosi.

La seconda zona visitata ha compreso la gola della Xe Ban Fai a valle del villaggio di Ban Chalou e le alture sulla sinistra idrografica della gola.
Il carso, almeno per quanto possiamo dire dopo una visita rapida, sembra piuttosto frammentato, e complicato dalla presenza massiccia di gres. Sono state comunque viste alcune cavità, delle quali una di interesse archeologico.
Abbiamo trovato, in un crostone concrezionale riescavato, i resti di un vaso concrezionato e di due ossa lunghe, uno presumibilmente un femore. 
Anche qui una ricognizione più approfondita richiederà più tempo e l’appoggio di guide locali, ma almeno nel settore di gole da noi visitato non sembrano esserci ingressi particolarmente evidenti.

 A valle di Ban Chalou


Grotta con vaso e ossa concrezionate, presso Ban Chalou.


Campo in foresta alla Xe Ban Fai


Siamo poi ritornati verso Gnommalath e Thakek.
Più interessante è stata la prospezione di alcune valli chiuse, in particolare quella nella zona alle spalle dei villaggi di Ban KouanPho e Ban Naden.


 Valle chiusa presso Ban Kouanpho

Anche in questo caso non è stato facile muoversi fuori dai sentieri battuti, ma abbiamo individuato la perdita del polje, che si è rivelata essere l’ingresso a monte di Tham Lod, una grotta ben nota ai locali, anche per motivi religiosi, ma mai topografata.
Si tratta di un’unica grande galleria, con poche diramazioni, che si sviluppa per quasi un km e collega il polje con la valle principale.
Nella parte amonte la morfologia è prevalentemente freatica, con un evidente approfondimento vadoso, mentre verso l’ingresso a valle si incontrano anche zone ben concrezionate. Sono presenti livelli di riempimenti fluviali riescavati.
La grotta è stata esplorata a fondo e non sembrano esserci ulteriori prosecuzioni.

 Tham Lod. Foto Gilles Connes e Collettivo Khammouane 2014

 


 Tham Lod. Foto Gilles Connes e Collettivo Khammouane 2014

 

 Tham Lod, zone concrezionate a valle.  Foto Gilles Connes e Collettivo Khammouane 2014

 

Bivacco in Tham Lod. Foto Gilles Connes e Collettivo Khammouane 2014 

 

Tham Lod, ingresso a valle

Proseguendo abbiamo visionato alcuni altri evidenti ingressi nelle vicinanze della strada nazionale 12, ma sicuramente la zona più interessante è la montagna carsica alle spalle del villaggio di Ban Naxok. Alla base della falesia abbiamo individuato tre ingressi. Quello più occidentale immette in una grotta complessa, con varie entrate. Si tratta evidentemente di una risorgenza, in secca al momento della nostra visita, battuta da un’intensa corrente d’aria. I volumi sono importanti, in particolare abbiamo trovato un’ampia sala abitata da grandi pipistrelli; da un lato la grotta prosegue con un meandro stretto e alto, con acqua al fondo. Dall’altro una zona franosa permette di raggiungere un lago sopra il quale inizia una ampia condotta forzata da dove arriva l'aria, ancora inesplorata. 
Come spesso accade, è stata individuata nelle ultimissime ore a nostra disposizione e richiede una breve arrampicata in artificiale.

 Grotta 1 a Ban Naxok

 

Grotta 2 a Ban Naxok

  La montagna alle spalle di Ban Naxok, una frontiera da immaginare.

 

Grotta 2 a Ban Naxok, ingresso fossile.


Scorpione 



Scutigero (?)

 

Spine

Prospezione

 

White man - big money

 

Il dottore mi dice: fai bene attento!

 

Sulle rive della Xe Ban Fai, in barba all'ATL

giovedì 8 aprile 2010

Spedizione in Laos 2010

La spedizione Mahaxay 2010 (13 febbraio-6 marzo)ha proseguito le attività delle spedizioni organizzate nel 2002-2003 e 2004 dall’Association Pyreneenne de Speleologie e dallo Speleo Club San Marcel, che avevano operato in 6 zone dei distretti di Thakhek, Hinboun e Mahaxay, anche con la presenza di italiani (Marco Z. in tutti e tre, Michele nel 2003)
Nel 2010 abbiamo concentrato le ricerche sul massiccio di Phou Nonglang, situato nella parte orientale del carso del Khammouane, nel distretto di Boulapha: è situato tra il fiume Nam Ngo, che limita l’aerea carsica a nord e a ovest, e la grotta Tham Khoun Xe (traforo della Xé ban Fai) a sud.
Il massiccio è vicino alla frontiera vietnamita, ed era attraversato dal sentiero di Ho Chi Minh; è stato pesantemente bombardato durante la guerra del Vietnam e quindi è cosparso di ordigni inesplosi che costituiscono un notevole problema.
La parte nord era stata rapidamente vista da una squadra francese nel 1996 e da un gruppo di speleosub nel 1998 mentre la parte centrale del massiccio non era mai stata oggetto di ricerche speleologiche.
Il massiccio di Phou Nonglouang ha un’estensione di circa 150 kmq, con un punto culminante a 750 m slm a nord, e digrada progressivamente verso SW. Il massiccio è estremamente carsificato, con strutture e forme tipo ” tsingy”.
In 8 giorni di campo abbiamo battuto i lati NW e SW e svolto una rapida prospezione nella zona centrale.

Abbiamo esplorato 32 grotte, per un totale rilevato di 7100 m.
Le cavità erano tutte collocate ai limiti del carso, al contatto con la pianura alluvionale, ad eccezione di Tham Peu Phou Houak.
Le grotte principali esplorate sono (da N a S):
Tham Kav – Tham Mak Nao (1,3 km),
Tham Phankham (0,6 km)
Nong Tham (1,1 km) presso Ban Kha Nyou ;
Tham Cha Neun (0,7 km)
Koun Taliang – Tham Houy (0,6 km) presso Ban Saang ;
Koum Kew Yao (1,6 km) a Ban Gamay.
(N.B. Ban = Villaggio; Tham = Grotta)

Durante l’ultima settimana i garfagnini sono ritornati a Ban Bounlou, distretto di Hinboun, a N di Thakhek per proseguire le esplorazioni in Tham Koun Nam Pakan II. Hanno esplorato 700 m di gallerie nuove, che portano lo sviluppo della grotta a oltre 11 km. Complessivamente la spedizione ha dunque esplorato 8,7 km, dei quali 7,5 rilevati.
La squadra era composta da Iacopo Adami, Stefano Herba Del Testa, Marco Lunardi, Loris Santalmasi (S.C. Garfagnana); Karine Alibert e Gilles Connes (S.C. Aragonite Caussenarde); Marc Faverjon (S.C. San Marcel) Michele Varin (G.G. Tassi) e Marco Zambelli e dal signor Kham Nang, insostituibile cuoco, traduttore e mediatore culturale.

Abbiamo deciso di organizzare autonomamente la logistica e di gestire direttamente i rapporti con le autorità locali e provinciali, contrariamente a quanto fatto in precedenza da quasi tutte le spedizioni che si erano appoggiate ad un’agenzia di viaggi laotiana.
Le trattative con l’Amministrazione Turistica Locale a Thakhek sono state complicate e anche conflittuali, almeno inizialmente, finché non è stato possibile interloquire direttamente con il direttore dell’ATL. Al contrario i rapporti con i capi villaggio e la polizia locale sono sempre stati positivi. E’ sicuramente consigliabile rapportarsi direttamente e solo con l’Ufficio del Turismo di Thakhek.
La spedizione è stata patrocinata dalla CREI della FFS, dal Club Alpino Italiano e dalla SSI.